Gli imminenti 150 anni dell’Unità d’Italia impongono un dibattito importante, richiamato anche da Giorgio Napolitano e Carlo Azeglio Ciampi. Sono molte le questioni che si incrociano nella riflessione sull’esistenza (o meno) di una cultura “italiana” condivisa, e molte le criticità.
Risorgimento, Resistenza e Repubblica, ipotetiche “architravi tematiche” di questi 150 anni, quali spunti ci consegnano per pensare l’unità d’Italia oggi?
Quattro punti di vista (Barca, De Rita, Pannella e Ruffolo) provano a pensarci. Quello che emerge è un quadro dinamico. Se infatti è oggettivo che le “3 R” costituiscano, in un certo senso, i miti della nostra storia, sembra altrettanto vero che siano miti deboli. Secondo Barca le 3R non possono prescindere dal “contenitore” Costituzione, intesa come il compimento di quel lungo processo (anche e soprattutto europeo) di affermazione di diritti universali di cittadinanza che dal 1948 costituisce le nostre regole, le basi della nostra unità. Per De Rita è vero che il Risorgimento costituisce l’immaginario dei nostri miti nazionali ma è anche vero che sono miti che stanno perdendo vigore e significato presso le attuali generazioni; ritiene invece che la Resistenza sia “troppo consumata”: “è stata prima una parola di parte, poi di conflitto, poi di pacificazione e ora, forse, vuota. Il problema è che non siamo riusciti a farla passare dalla guerriglia sulle montagne alla vita quotidiana, civile”.
Altrettanto piena di criticità è la domanda: “a cosa serve l’unità d’italia?”.
Se per Barca serve per far sentire la nostra voce all’ Europa (ora “gioco” di pochi), per De Rita l’unità nazionale “sopravviverà per egoismo nazionale: in un Europa a 27, un’identità a 27 stati è impossibile, e allora ognuno si tiene la sua. Resta quella fredda dimensione intermedia, lo Stato, che impedisce fughe in avanti, ma che permette di non ci sfarinarci in divisioni localiste”. Pannella sottolinea il valore antropologico del concetto unità: l’unirsi come imperativo da-vivere, insieme dei valori vincenti in eterna ri-velazione che meritano di vivere e rivivere. Secondo Ruffolo invece l’unità d’Italia è fondamentale per l’idea d’Europa. Le due realtà hanno molte assonanze, se non addirittura le stesse dinamiche, in tensione tra autonomia e solidarietà. In questo senso l’Italia potrebbe costituire il modello di un’integrazione difficile ma doverosa.
Il dibattito è aperto!
Vi consiglio di guardare il video.


Facebook
Flickr
YouTube